
Sentiamo spesso definire parte della sinistra, sinistra RADICALE. Ma che differenza c'è tra sinistra riformista e sinistra radicale? Questi termini ci sono entrati in testa e nel linguaggio comune, sovente con un tono che rende quasi dispregiativo l'essere radicale.Facendo un piccolo esercizio fisico e mentale, ho deciso di aprire il dizionario della lingua italiana ed ho trovato le due definizioni.RIFORMISTA (riformismo)riformista: è fautore di riforme; riformismo: tendenza a modificare l'ordinamento politico-sociale attraverso graduali riforme, ... a proposito di una politica, sostanzialmente conservatrice, che si limita a marginali riforme in un sistema sociale, senza modificarne le strutture.RADICALEPiù comunemente rivolto ad una modificazione o risanamento totale o sostanziale che, pur nell'ambito di una concezione liberale, rivendica principi di sostanziale rinnovamento della società.E allora mi chiedo: perchè di questo secondo termine si usa solo l'aspetto estremista? Per quale motivo, in un confronto politico, tra parti che si dichiarano non in conflitto, i toni devono essere spostati in modo così aggressivo. Il volere delle riforme che cambino i meccanismi malati del nostro "bel Paese" è così deplorevole? perchè non dovremmo desiderare una nazione in cui le disuguaglianze vengono cancellate, i diritti e i doveri rispettati e allargare le aspettative socio economiche dei propri cittadini?In questi termini, io sono radicale.
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