
Vallo di Lauro sotto la lente di ingrandimento del Ministero dell’Interno. Il rischio di infiltrazioni camorristiche nella gestione della cosa pubblica ha determinato, nel giro di un paio di mesi, la nomina di due commissioni di accesso, prima a Pago del Vallo di Lauro, nei giorni scorsi a Lauro. In quest’ultimo comune la commissione sarà composta dal viceprefetto Mario La Montagna, dal funzionario della prefettura di Napoli Salvatore Carli, dal dirigente del commissariato di polizia di Lauro Raffaele Monda, dal tenente colonnello della guardia di finanza di Avellino Maurizio Guarino, dal tenente della Compagnia di Baiano Rosario Basile, dal funzionario del provveditorato alle opere pubbliche Gennaro D’Onofrio. Questi dovranno, nei prossimi 60 giorni, verificare e valutare la documentazione amministrativa prodotta dagli uffici comunali, ed infine stilare una relazione conclusiva. Nel caso dovessero trapelare elementi di fondato sospetto, si andrebbe allo scioglimento per infiltrazione camorristica. Per Pago la relazione conclusiva sarà stilata già a dicembre. Per Lauro, il provvedimento della prefettura autorizzata dal Ministero dell’Interno con decreto, arriva in un periodo di forte tensione per l’amministrazione comunale, già alle prese con la spinosa vicenda della mobilità di sei dipendenti comunali e con l’assurdo episodio dell’aggressione all’ex vicesindaco ed attuale presidente del consiglio comunale Antonio Bossone da parte di un dipendente. Ora la commissione d’accesso, che segue le dichiarazioni rese dal pubblico ministero Troncone, magistrato da giovedì in servizio alla procura di Nola come procuratore aggiunto, sul pericolo di influenza dei clan nella gestione delle attività pubbliche. Sicuramente le dichiarazioni del magistrato, da anni impegnata sul campo nella lotta ai clan lauretani, mettono in luce la particolare condizione del Vallo di Lauro, i cui comuni hanno subito e forse tuttora subiscono l’ammorbante influenza dei Cava e dei Graziano. Quindici fu il primo comune d’Italia ad essere sciolto per camorra nel 1983 da Pertini; poi fu sciolto ancora nel 1985, nel 1993 e nel 2002. Pago assistette allo scioglimento anticipato per camorra nel 1993. Ora il Ministero dell’Interno invia due commissioni d’accesso, che confermano come l’efficace e costante opera di contrasto ai clan, che partendo dalle inchieste della procura di Avellino ha portato a decimare Cava e Graziano con arresti e sequestri, viene ora supportata da una indagine a 360 gradi anche sulla amministrazione delle comunità lauretane.
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