Sinistra democratica per il Socialismo Europeo è un movimento politico organizzato che si richiama agli ideali del socialismo e alle tradizioni culturali della sinistra che hanno contribuito alla fondazione della Repubblica democratica. L'obiettivo di avviare un ampio processo unitario, che in prospettiva coinvolga tutta la sinistra italiana nella costruzione di una nuova più grande forza politica, costituisce la ragion d'essere del movimento.

lunedì 10 settembre 2007

Prof. Moschiano:una classe politica viva e costante per il decollo del Vallo


L’inchiesta sul Vallo di Lauro,condotta sotto l’aspetto etnico politico e di sviluppo,che con recente denoiminazione viene definito “viaggio nelle terre di mezzo”cioè stretta ,la nostra tra due confini territoriali,per certi valori etnicamente diversi,induce anche me ad intervenire essendomi sempre interessato alla storia locale.Del territorio di cui è opportuno ripercorrere le vicende passate attinenti ai vari riordinamenti territoriali.”Così il professore Pasquale Moschiano motiva il suo intervento,non semplicemente politico,pur essendo lui capogruppo di opposizione a Lauro,ma di sostanziale profilo storico,la vera passione del prof,che ad ottant’anni non rinuncia alla partecipazione ad ogni inziativa culturale,ultima in ordine di tempo quella svoltasi in Piazza Municipio a Quindici per premiare i giovani laureati e diplomati.25 pubblicazioni su fatti storici locali,una attualmente in cantiere dal nome “Pietra su Pietra”,Moschiano ha guidato l’assessorato alla Cultura in quella che è stato definito il “Rinascimento Lauretano”,da sempre di idee liberali,il prof offre in questo intervento un viaggio nella storia di questa parte d’Irpinia,senza però rinunciare anche alle proposte e alle osservazioni sul dibattito avviato dal “Corriere”.
“In tempo dell’espansione sannita in cui quei popoli si impadronirono di gran parte della Campania,il Vallo fu soggetto agli Irpini,che seguì le sorti delle conquiste romane.Dipendente in epoca longobarda,prima dal Ducato Di Benevento,poi nel secolo IX dal Principato di Salerno;con la venuta dei Normanni,già feudo di Lauro,appartenne alla Contea di Caserta,governata dai Sanseverino;indi fu parte del Principato di Terra di Lavoro e Abruzzo e quando Terra di Lavoro divenne provincia il Vallo ne fece parte.Nel 1793,alla proposta del principe di Lauro di dividere il Stato di Lauro in “DUE GOVERNI”,la Real Camera di Santa Chiara espresse parere contrario;per la conformazione geografica ,infatti,il circondario forma “un tutt’uno e indivisibile “tanto da creare grandi difficoltà nel procedere alla divisione del demanio per la formazione dei catasti.Nel decennio francese 1806-1815,per effetto delle leggi importate dai nuovi governanti ,avvenne la divisione delle province in Distretti e Circondari,così la Provincia di Terra di Lavoro con legge del 1811 risultava divisa in Distretti e tra questi quello di Nola da cui dipese il Circondario di Lauro con dipendenza giudiziaria di S.Maria di Capua,Appare dunque evidente lo svolgersi per secoli della vita degli abitanti del Vallo nell’ambito giurisdizionale di Terra di Lavoro e del Distretto di Nola,per cui le nostre popolazioni,racchiuse in un unica omogeneità geografica,si saranno conformate anche ad affinità culturali,religiose,storiche,etniche di quella terra.”Importante il passaggio post-unitario,con documenti dell’allora sindaco di Lauro :“Sopraggiunto il 1861 ,anno che segnò l’Unità d’Italia,veniva con i nuovi eventi politici acquisiti allo Stato Unitario la città di Benevento già delegazione pontificia,cioè possedimento della Chiesa ed assurta ora a Provincia del Regno ,fu necessario apportare modifiche territoriali per cui con Decreto Regio dello stesso anno i circondari del Vallo di Lauro e di Baiano,scissi dalla Provincia di Terra di Lavoro venivano aggregati alla Provincia di Avellino.Non essendo stato gradito il provvedimento dalle popolazioni del Vallo fu esso avversato dalle amministrazioni locali che espressero pubblico dissenso attraverso convocazioni consiliari.Così il sindaco di Lauro,Francesco Venezia,riunito il Consiglio il settembre 1861 poneva all’odg il detto argomento ,e “dopo maturo esame”veniva rilevato:Che il Mandamento di Lauro,circondato da Monti per tre parti,possiede l’unico sbocco ad occidente che lo collega con Terra di Lavoro e che l’unica via sicura è quella che mena a Nola,raccordandosi con altre reti viarie,ferroviarie e Via Consolari agevoli a raggiungere il capoluogo e il Tribunale di S.Maria di Capua.Che le vie per Avellino non danno sicurezza per pericolo di aggressioni(era il tempo dei briganti)inoltre incomode per distanza e malridotte”E qui ci verrebbe da dire che il Documento,riletto a quasi 150 anni di distanza sembra ancora molto attuale!.Ma il documento prodotto dal Consiglio continuava “Che la soluzione si ritiene negativa ai fini socio culturali delle nostre popolazioni che da epoca immemorabile mantenevano costanti i loro contatti commerciali,giudiziari e di ogni altro ordine con la provincia di Terra di Lavoro.”Il professore continua ripercorrendo le tante speranze nate dopo il 1898 quando “si parlò nientemeno della creazione di un tratto ferroviario,con percorso Napoli-Somma –Lauro-Forino-Avellino. I nostri nonni poveretti!ci cedettero,anche perché la notizia passò attraverso il Consiglio di Lauro.Macchè!Venne il 1906 e ancora si ridestò la speranza:Sfortunati i nostri nonni,anche questa volta avevano perso il treno!ma in compenso si buscarono l’eruzione del Vesuvio.E’ però evidente che dopo i contatti tenuti per oltre140 anni con Avellino,ci si è in qualche modo anche legati,specie in quest’ultimo cinquantennio quando Avellino diventa roccaforte democristiana con vari senatori e deputati di schietta etnia irpina;Allora un via vai continuo degli amministratori valligiani sperazosi di ottenere concessioni per il Vallo ,come l’attraversamento ,per il nostro territorio,dell’autostrada ,tanto invocato negli anni sessanta. Ma ancora un’amara delusione per il Vallo quando,dopo tante promesse,non escluse quelle personali dell’allora Ministro dei Ll.PP. On.Zaccagnini,cui il locale Comitato arrivò,l’autostrada fu dirottata per la zona di Baiano già servita da Ferrovia e strada nazionale.”In Conclusione-scrive il prof-al Vallo manca una valida forza politica che si faccia sentire e rispettare .Spesso si difetta di unità e intesa tra le istituzioni sul territorio ove necessita invece un serio dialogo tra le parti,che si apre soltanto se ci cade addosso qualche sciagura comune come una frana o un terremoto;poi si dimentica tutto.Ma ciò che veramente ci manca è la Voce del Vallo in Parlamento:ce ne sono tanti di parlamentari irpini e anche di primissimo piano,ma da Avellino in su.E’ questa una preclusione per il nostro territorio ,nonh per incapacità dei suoi uomini,ma proprio perché,data la posizione geografica,il Vallo non vive la vita politica del capoluogo,del cuore dell’Irpinia essendone la sua terra una frangia estrema e distaccata,sicchè il cittadino del Vallo è quasi sconosciuto in Irpinia nel cui capoluogo si reca per faccende burocratiche,per carceri e tribunali,insomma per necessità .Sfogliando però la nostra satoria troviamo anche il Vallo ha dato due parlamentari ,i fratelli Ferdinando ed Edoardo Pandola di Lauro,eletti il primo nel 1867,il secondo nel 1870 quando il Vallo era stato già aggregato alla Provincia di Avellino,ma che elettoralmente dipendeva ancora dal Collegio di Nola.E forse eletti deputati proprio per questa circostanza.Il cittadino del Vallo infatti è ambientato più nel nolano che non in Irpinia.Questa è la storia.Ed è pur vero che i parlamentari irpini ci hanno dato anche una mano all’occorrenza,ma a noi serve una forza viva e costante che senta tanti bisogni come propri della sua terra e che faccia davvero decollare il territorio.Diversamente la sorte del Vallo non cambierà.L’appartenenza poi ad una provincia che ad un’altra,avrebbe anche un certo valore,ma penso che non convenga rimestare tutto proprioo ora,così gravati da ben altri problemi di cui non scrollarci,come l’insidiosa camorra che tanto audacemente spiega i suoi tentacoli anche verso le Istituzioni.A ciò siano particolarmente attenti i Comuni,i cui appalti sono tanto appetibili alla criminalità organizzata.”
dal Corriere dell'Irpinia

1 commento:

Anonimo ha detto...

prof sempre attuale e ottimo. grande intervente condivido al 100%