Sinistra democratica per il Socialismo Europeo è un movimento politico organizzato che si richiama agli ideali del socialismo e alle tradizioni culturali della sinistra che hanno contribuito alla fondazione della Repubblica democratica. L'obiettivo di avviare un ampio processo unitario, che in prospettiva coinvolga tutta la sinistra italiana nella costruzione di una nuova più grande forza politica, costituisce la ragion d'essere del movimento.

sabato 20 settembre 2008

La raccolta che non c'è




Nei giorni scorsi è stato presentato alla stampa il rapporto di Legambiente Campania sui comuni ricicloni della nostra regione . Una vera e propria doccia fredda per il nostro paese, per le politiche ambientali tanto annunciate e pubblicizzate ma mai applicate. Il quadro per il Vallo tutto è desolante ma ciò che spicca è la posizione quasi in coda del nostro paese. Al di là degli annunci, delle reclame nei consigli comunali, dei capitan Eco distribuiti nel paese, il dato del nostro Comune è dell’8,9% ben al di sotto del 19,3 di Marzano o del 15,4 di Pago V.L.. Nonostante gli inviti dei mesi scorsi sulla questione rifiuti la situazione non sembra migliorata. Le politiche messe in atto in questi ultimi anni hanno prodotto poco e nulla, anzi non resta che decretare l’assoluto fallimento su questi temi degli assessori che si sono succeduti. Inoltre avremmo sperato che il responsabile all’ambiente spendesse parole di solidarietà e vicinanza alle zone dell’Irpinia oggetto di scempi ambientali autorizzate dallo Stato ma ciò dimostra ancora una volta la scarsa sensibilità verso la natura e l’ecologia dei nostri amministratori. Ma accogliendo l’invito del capogruppo del partito Socialista, non vogliamo soltanto polemizzare ma intendiamo lanciare delle proposte serie e fattive, sperando che non rimangano lettera morta come avvenuto nei mesi passati . Riteniamo opportuno che non ci si fermi alla sola distribuzione dei sacchetti che appare più una trovata propagandistica che un’azione seria ma che parta da subito una campagna di sensibilizzazione nelle scuola e tra i commercianti , che si passi alla creazione di una vera e propria isola ecologica, che si avvii un piano per la diffusione del compostaggio domestico dei rifiuti organici, inoltre auspichiamo che vi sia più cura delle campane usate per la raccolta vetro oggi oberate dai sacchetti e auspichiamo che il comune aderisca alla campagna promossa dal Legambiente “Il Rifiuto Fiorisce”.

sabato 2 agosto 2008


C’è una Sinistra che non si è fermata al 14 aprile ma di quella sconfitta elettorale ha raccolto gli ammonimenti per ragionare su se stessa, per rimediare ai propri errori, alle infinite liturgie, ai peccati di presunzione. C’è una Sinistra che ha deciso di proporre un processo costituente che non sia la semplice somma delle appartenenze ma un’esperienza di innovazione profonda. Un progetto politico che raccolga esperienze, culture, passioni civili e tensione morale. Un progetto condiviso, costruito dal basso, capace di affrancarsi dalla prudenza dei “gruppi dirigenti”, dalla ritualità delle attese e dei rinvii. Sapendo che, nel paese, la sinistra sociale e civile è molto più avanti dei congressi che hanno preteso di rappresentarla.
La risposta che arriva da questi congressi ci dice che non tutti saranno disponibili. Amici e compagni che su questo tema si erano spesi con passione, si mostrano adesso tiepidi, preoccupati di non abbattere i recinti delle loro storie, come se l’ostacolo oltre il quale lanciare il cuore sia diventato improvvisamente troppo alto.
L’ostacolo è sempre lì, di fronte a noi. E’ un muretto sgretolato, fatto di diffidenze, calcoli, ansie identitarie. Davanti a questo muretto è franata l’esperienza di Sinistra Arcobaleno, un generoso progetto comune che si è risolto in un cartello elettorale, un’intesa di vertici di partito in cui ciascuno restava geloso del proprio nome, della propria storia, dei propri inossidabili simboli…Siamo stati sconfitti perché siamo apparsi per ciò che eravamo: una collezione di piccole patrie senza un progetto per il paese. Se la sfida oggi dovesse ridursi a conservare confini e bandiere di quelle patrie, vorrebbe dire che il cuore è rimasto inchiodato a terra. Da questa parte del muro.
Non per noi. Non per Sinistra Democratica che rilancia in questi giorni il proprio impegno per un processo costituente a sinistra: urgente, rigoroso, largo, aperto. La Costituente su cui siamo impegnati non è la liquidazione dei partiti della sinistra ma un cantiere politico che porta in sé lo sforzo di una ricerca, la scelta di misurarsi con nuovi linguaggi, nuovi riferimenti, con un nuovo sguardo sulle cose di questo tempo. Il punto d’arrivo è una nuova sinistra, capace finalmente di riorganizzare e spostare in avanti i segni di tutte le culture che si porta dentro. Non un museo ma un laboratorio. Non una somma di recinti (i socialisti con i socialisti, i comunisti con i comunisti, gli ambientalisti con gli ambientalisti, la società civile con la società civile, i radicali con i radicali…) ma un campo da seminare insieme. Con un primo urgente banco di prova: la riorganizzazione di un’opposizione di cui oggi il paese è orfano, un’opposizione che rimetta al centro dell’agenda politica quei temi – il lavoro, la precarietà, le disuguaglianze, le nuove povertà, i diritti negati, le garanzie violate - che il governo Berlusconi considera poco più che bottino elettorale.La Costituente di Sinistra non subirà alcuna moratoria: è già in campo, e ci impegneremo perché possa confrontarsi con gli elettori già a partire dalle amministrative e dalle europee del prossimo anno. Certo, nessuno è così ingenuo da pensare che a un nuovo soggetto politico della sinistra si possa arrivare in pochi mesi con un frettoloso atto notarile. Ma nessuno può fingersi talmente sprovveduto da pensare che questo processo possa essere rimandato a tempi migliori. Il tempo per la Costituente di Sinistra è adesso, perché adesso va ricostruito un centrosinistra di nuova cultura politica, perché adesso va restituita visibilità e responsabilità a tutte le voci della sinistra, perché questo ci chiedono gli elettori che il 14 aprile ci hanno voltato le spalle e che non vogliono dover continuare a scegliere tra partiti brevi e chiusi, parole desuete, reducismo… Quattro congressi, dodici mozioni: questo è il presente della sinistra italiana. Non può essere anche il futuro.Sinistra Democratica lo ha sostenuto nella propria assemblea nazionale: dobbiamo aprire un cantiere, discutere e lavorare insieme su forme, modalità, tempi e soprattutto contenuti. Insieme non significa nel chiuso dei nostri gruppi dirigenti. Pensiamo alla domanda di nuova politica che arriva dalla sinistra sociale e diffusa: decine di associazioni, percorsi collettivi, storie individuali di impegno e di militanza, di pensiero critico e di battaglia politica che in questi anni hanno rappresentato – da Vicenza a Palermo, da Firenze a Locri - la migliore coscienza civile del paese: la Costituente è il luogo politico in cui ciascuna di quelle storie può ritrovare voce, sovranità, responsabilità.
Dobbiamo fare presto e bene. Evitando che a decidere per noi sia una nuova legge elettorale. Far nascere un progetto unitario come una necessità legata alle cifre di uno sbarramento sarebbe una fuga, non una scelta. Gli elettori ci hanno detto che dalla sinistra non vogliono finzioni o tatticismi ma assunzione di responsabilità. Per questo chiediamo a chi si riconosce in questa urgenza e in questo percorso di farsi avanti: la Costituente di Sinistra deve essere un processo plurale, aperto, inclusivo. Di pari dignità, di reciproca responsabilità. Senza ospiti né padroni di casa. E’ ciò che il paese si aspetta da noi.

domenica 13 luglio 2008

I voltagabbana


Cambiare idea vuol dire essere voltagabbana? Certamente no. Cambiare idea è sempre legittimo, talvolta giusto, raramente (ma può capitare), obbligatorio. Ma un voltagabbana non cambia idea, cambia posizione. Voltagabbana è "chi, per utilità personale, muta facilmente opinione e partito". Per poter dire che qualcuno è un voltagabbana devono concorrere molte condizioni. Il voltagabbana dice con molta convinzione di non aver cambiato nulla ("ho sempre scritto queste cose"). Il voltagabbana cambia repentinamente ("ma è un travaglio che parte da lontano"). Il voltagabbana rifiuta di dare spiegazioni ("sono cose intime che riguardano solo me"). Il voltagabbana nega il proprio passato, lo ricostruisce con un personale lifting della memoria ("mai dette queste cose"). Resta da chiedersi: tra i folgorati sulla via di Damasco, chi è il re dei voltagabbana? E, inoltre, voltare gabbana conviene? La caratteristica principale dei voltagabbana è quella di scegliere come direzione quella del vento. Il 99 per cento dei voltagabbana scelgono il potere. Nei momenti dei grandi cambiamenti la transumanza dei voltagabbana è visibile a occhio nudo e particolarmente fastidiosa. Quando vedono personaggi che, folgorati sulla via di Damasco,si comportano con lo stesso fanatismo di prima cambiando solo oggetto delle loro ingiurie, si rifiutano di spiegare il loro percorso e, naturalmente, ottengono promozioni, trasmissioni o semplicemente la conservazione delle loro postazioni privilegiate, ecco, quando si verificano tutte queste condizioni viene spontaneo di chiamare costoro "voltagabbana". Poi esistono anche delle sottospecie: il voltagabbana continuo, il voltagabbana immobile, il voltagabbana inconsapevole, il voltagabbana di mestiere, il voltagabbana sportivo. Esistono voltagabbana che trascinano nei loro disinvolti itinerari interi salotti, interi partiti,intere o quasi amministrazioni. Il giro di valzer del Sindaco di Lauro accompagnato da qualche assessore e consigliere era prevedibile da tempo,la linea politica dell’amministrazione era chiaramente spostata verso destra,verso politiche reazionarie,demagogiche e populiste. Saltare sul carro dei vincitori appare cosa facile, ci aspettiamo adesso che tutte quelle forze che hanno insistito sull’ancoraggio di centro sinistra della maggioranza prendano le dovute distanze. Ci auguriamo che nella prossima seduta dell’assise comunale la rappresentate del PRC e il Direttivo di questo partito chiaramente prendano le distanze da un’ amministrazione conservatrice, aspetto già ampiamente dimostrato nei provvedimenti adottati in questo anno di governo,non appoggiando un governo di destra. Il trasformismo e la privatizzazione della politica hanno invaso e contagiato il nostro paese, noi lavoreremo e lotteremo affinché sia ristabilita l’autentica concezione di politica intesa come arte di governare la società.

sabato 5 luglio 2008

La misura è colma SD sul Consiglio Comunale del 30 giugno 08

Avremmo di gran lunga preferito non intervenire sulle mostruosità pronunciate nell’ultima seduta del consiglio comunale,affinché si potesse svelenire il clima di odio e tensione che si è instaurato nel nostro paese;ma per l’ennesima volta i nostri presunti amministratori per giustificare le loro deficienze e le loro mancanze hanno tirato in ballo la sinistra e il sindacato. La misura è colma!. Invece di ricercare il colpevole nelle forze che hanno sempre (e lo faranno ancora) lottato per i diritti dei lavoratori e contro i soprusi , questi signori facciano mea culpa,ricercando nelle loro opere di demolizione della cosa pubblica le cause della crisi del comune di Lauro. La Corte di Conti lo ha detto chiaramente,ci troviamo dinnanzi ad una gestione poco sana delle finanze dell’ente,consigliamo a qualche assessore poco tecnico di fare un bagno di umiltà e denunciare pubblicamente le proprie deficienze, i propri limiti e le proprie mancanze. Il Comune non può essere una fisarmonica affidata a dei dilettanti allo sbaraglio. Per giustificare la crisi finanziaria irreversibile del nostro ente ne abbiamo sentito tante anzi troppe,consigliamo a qualche politicante che in passato ha fatto vanto di essere rappresentante dei piccoli comuni di informarsi bene sugli accordi che stringe l’ANCI con i vari ministeri:non è più la scuola a dover pagare la Tarsu ma il Ministero della P.I. Consigliamo al puparo di rileggersi le parcelle che noi cittadini abbiamo pagato agli avvocati per le sue battaglie contro i mulini al vento quali la questione dei segretari comunali,lo statuto costituzionale etc etc. Bugie,menzogne, come quelle piovute addosso alla Sinistra,a Colucci e alla CGIl, volte solo a coprire i guai che hanno prodotto. Ci rincresce assistere all’ennesima prova di mutismo della rappresentante del PRC, la quale ha accettato senza proferir parola le accuse infamanti che il socialista-riformista-bassoliniano-antibassoliniano-leghista-federalista-demitiano capogruppo di maggioranza ha scagliato contro l’area nella quale milita. Non possiamo accettare che paghino per l’ennesima volta i dipendenti,vittime di un sistema di potere e gestionale malato e viziato. Le liste dei proscritti esistono già,lo si evince dagli interventi del factotum della maggioranza ma noi saremo in prima linea affinché i veri proscritti,gli unici ad essere allontanati siano questi scellerati amministratori.

giovedì 3 luglio 2008

Avanti così:No a viale Craxi


Nell’ ultimo consiglio comunale di Lauro la maggioranza ha avallato la proposta del primo cittadino di intitolare una via a Bettino Craxi. Ecco: avanti così! Intitoliamo una via ad un politico, simbolo degli anni più bui e tristi della storia repubblicana, protagonista in negativo delle indagini di Tangentopoli. Un personaggio che ha preferito l’auto-esilio dorato di Hammamet, piuttosto che affrontare la magistratura ed i tribunali italiani, come fanno, del resto, tanti cittadini innocenti o presunti tali per dimostrare la loro estraneità a fatti delittuosi a loro imputati. Non si comprende quali siano le ragioni politiche e soprattutto morali che hanno portato a tale scelta. Le strade, le piazze e i monumenti si intitolano agli eroi, ai martiri e a tutti coloro che con l’intelletto, l’ingegno e l’impegno civile,spesso anche a costo della propria vita,hanno lasciato un’eredità positiva a beneficio della collettività e delle generazioni future. Bettino Craxi non ha mai fatto nulla di ciò semmai si è reso protagonista di un modo di fare politica che ancora oggi fa arrossire di vergogna che andava dall’affarismo alla tutela degli interessi di partito, passando per il finanziamento occulto dei partiti che fino a prova contraria in quegli anni era reato, fino ai miliardi di tangenti per sè e per il suo partito, favorendo amici e finanziatori occulti, lucrando sulla cosa pubblica. Diciamo che dal punto di vista morale, Bettino, ha molto da far dimenticare e molto poco da far ricordare Una via comunale deve rappresentare qualcosa di condiviso: deve essere un segno di rispetto nei confronti di qualcosa o di qualcuno. Ci lascia interdetti la posizioni della rappresentante di Rifondazione Comunista che ha accettato questa scelta senza proferire parola,dimenticando come Bettino Craxi sia stato mosso da una ferocia demonizzazione della sinistra radicale. Riteniamo giusto appoggiare la scelta del consigliere Truoiolo di intitolare una strada ad Enrico Berlinguer e pensiamo sia giusto e doveroso dedicare altre vie ad eroi civili,questa volta veri, come Falcone e Borsellino.